Industria 4.0: arriva la quarta rivoluzione industriale

Il mondo della ricerca promuove il piano di Calenda e si va verso la quarta rivoluzione industriale

La manovra economica d’autunno farà spazio alla Quarta Rivoluzione Industriale, agli automi intelligenti, alle innovazioni che dai laboratori entreranno nelle industrie italiane, ai centri di ricerca che sapranno dialogare con le aziende.

CARLO CALENDA

Carlo CALENDA, Ministro dello Sviluppo economico

Ministro dello Sviluppo economico

E’ lo scenario tracciato dal piano Industria 4.0, anticipato al Forum Ambrosetti dal ministro dello Sviluppo Economico Carlo CALENDA, che detterà le linee di una nuova storia fra scienza e Made in Italy. Un piano promosso dal mondo della ricerca. “E’ sfidante e positivo” commenta all’Adnkronos Marco Cantamessa, presidente dell’incubatore del Politecnico di Torino e di PniCube, la rete di incubatori che conta 41 associati fra Università e incubatori accademici. CALENDA, osserva Cantamessa, “ha messo aria nuova” indicando ricette diverse, per potenziare “il collegamento università, ricerca e imprese”, un collegamento chiave per lo “sviluppo industriale ed economico” dell’Italia.

L’Industria 4.0 “rappresenta una sfida molto importante che sta coinvolgendo i Paesi industrializzati ed un cambiamento paradigmatico che l’Italia deve cogliere rapidamente” perchè “se il Paese fa passare il momento, in un futuro prossimo ci saranno problemi seri per la nostra economia” osserva Cantamessa. “CALENDA è chiaro: ricerca e impresa devono iniziare a lavorare strettamente insieme, cosa che -aggiunge- già avviene al Politecnico di Torino e al PniCube”.

Con il piano Industria 4.0 annunciato al Forum Ambrosetti dal titolare del Mise Carlo CALENDA, il governo punta a identificare 4-5 università da finanziare robustamente e, a quanto apprende l’Adnkronos, gli atenei da trasformare in centri di eccellenza sarebbero già stati individuati. Nella rosa ci sarebbero tutti i Politecnici italiani, cioè i Politecnici di Torino, Milano e Bari, a cui si aggiungerebbe il Cnr con molti dei suoi istituti diffusi in tutto il Paese. Nell’ambizioso piano per lanciare la Quarta Rivoluzione Industriale italiana, concordato da CALENDA con i titolari del Mef, Pier Carlo Padoan, e del Miur, Stefania Giannini, potrebbero entrare anche l’Università di Bologna e la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Ed in questo quadro nascerà il nuovo paradigma introdotto dall’Industria 4.0, per questo, indica la Prorettrice del Politecnico di Milano, Donatella Sciuto, “è importante che il governo abbia pensato ad un piano ad hoc” visto che “altri Paesi sono già attivi” e perché “è cruciale che ci siano politiche nazionali”.

Industria 4.0 va oltre il digitale nelle imprese. E’ un cambio di passo che punta a modernizzare le aziende, ma -sottolinea Sciuto- non consiste nell’eliminare posti di lavoro, piuttosto nuovi modi di creare occupazione spingendo su nuove competenze per un manifatturiero più moderno”. E l’idea del piano, spiega, “è sensibilizzare le imprese ad affrontare gli investimenti” necessari alle nuove tecnologie. “Come Politecnico di Milano già lavoriamo in questa direzione sul nostro territorio, ma -ribadisce la Prorettrice del Polimi- sono importanti politiche nazionali”.

Il Politecnico di Milano, evidenzia Sciuto, “sta già lavorando nell’ambito del bando Kic (Knowledge and Innovation Community) del luglio scorso, un bando sviluppato all’interno programma europeo Horizon 2020. In questo bando sono già presenti cordate di imprese e università: l’obiettivo è creare centri di competenze tecnologiche, di ricerca e di formazione per il manufacturing” del futuro. E’ “importante che la macchina si stia muovendo” e “scegliere centri di eccellenza” per sostenere il piano Industria 4.0 “è normale” perchè “si sceglieranno i migliori” e questo “aprirà una competizione positiva” per il Paese, afferma il direttore scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia (Iit), Roberto Cingolani. “E’ importante che in un Paese come il nostro, che ha una manifattura forte e che ci vede competitivi, ci si occupi del modello Industria 4.0 ed è ottimo che ci siano misure governative” aggiunge Cingolani. Industria 4.0, sottolinea, “porta l’intelligenza nelle macchine, si passa dall’automazione all’automazione intelligente, alla robotica sofisticatissima”, segnando un cambiamento “significativo”. Ma come verrà metabolizzato Industria 4.0 nel nostro Paese? “Sarà un cambio di passo, ma per me le menti preparate colgono le occasioni e questo vale sempre nella vita”. “Se uno è rapido a recepire il cambiamento sopravviverà meglio” ciò vale, indica Cingolani, per “gli industriali” come per “i ricercatori che devono uscire dai laboratori e raccontare quello che fanno”.

Nel nostro Paese, osserva infine, “bisogna creare una nuova generazione di giovani innovativi formati dalle Università e di organizzazioni come il Fraunhofer” tedesco capaci di “trasportare le scoperte della scienza nelle industrie”. E proprio mentre il Governo rilancia sull’innovazione del manufacturing, la pmi Fadel e l’Istituto Italiano di Tecnologia annunciano di aver sviluppato e realizzato la prima calzatura integrata con il grafene prodotto nei Graphene Labs di Iit e nello spin-off Bedimensional. Il tipo di grafene che è stato utilizzato “conferisce alle calzature maggiore resistenza, comfort e migliore termoregolazione oltre che ottime proprietà antibatteriche” spiegano l’ente di ricerca e il calzaturificio lucchese che ha avviato una collaborazione con l’Iit, in sintonia con la nuova visione di attività industriale che traccia Industria 4.0.

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One comment on

  1. by Mimmo Locatelli on

    Un momento storico e di svolta. Sono sicuro che gli incentivi fiscali alle imprese, per passare dall’automazione, all’automazione intelligente, saranno ben utilizzati dalla classe dirigente italiana. Mimmo

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